60/11/2008
LIVORNO. Ogni anno nell´Unione europea vengono utilizzati a fini sperimentali circa 12 milioni di animali, la Commissione europea ha presentato una proposta per rafforzare degli animali utilizzati nel quadro delle procedure scientifiche, anche per garantire all´industria parità di condizioni su tutto il territorio comunitario e a migliorare la qualità della ricerca condotta nell´Ue. Le nuove disposizioni dovrebbero contribuire a limitare il più possibile il numero di animali utilizzati a fini sperimentali.
Secondo il commissario europeo per l´ambiente, Stavros Dimas, «È di cruciale importanza mettere fine agli esperimenti sugli animali. La ricerca scientifica deve fare il possibile per trovare metodi alternativi e, in assenza di tali metodi, la situazione degli animali ancora impiegati per esperimenti deve essere migliorata».
La proposta della Commissione punta a rafforzare la normativa comunitaria sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali, prevede valutazioni etiche prima di autorizzare progetti in cui vengono impiegati animali e stabilisce i requisiti minimi per l´alloggio e le cure degli animali. La sua applicazione riguarda gli tutti i vertebrati vivi non umani, nonché alcune altre specie in grado di avvertire il dolore, utilizzati nella ricerca di base, nell´istruzione e nella formazione. In particolare è soggetto a restrizioni l´utilizzo di primati, con il divieto di utilizzare scimmie antropomorfe (scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan) nelle procedure scientifiche: «L´impiego di tali animali da parte degli Stati membri potrà essere autorizzato a titolo eccezionale solo qualora sia in gioco la sopravvivenza stessa della specie, o in caso di manifestazione imprevista di una malattia potenzialmente mortale o invalidante negli esseri umani». La revisione proposta prevede che l´avvio di progetti che richiedono l´uso di animali debba essere autorizzato da un´autorità competente. Le organizzazioni che desiderano allevare, fornire o utilizzare animali dovranno chiedere un´autorizzazione per le loro attività e per il personale che lavora con gli animali.
La Commissione europea spiega che «Al momento attuale risulta impossibile vietare completamente l´uso di animali nelle prove di innocuità o nella ricerca biomedica. La revisione proposta punta pertanto ad assicurare che essi siano utilizzati solo in assenza di alternative. Il loro impiego deve essere pienamente giustificabile e i vantaggi previsti devono essere superiori ai danni ad essi provocati. La proposta consentirà inoltre di garantire che gli animali ricevano le cure e i trattamenti adeguati e in particolare che siano alloggiati in gabbie di dimensioni sufficienti e in un ambiente adatto a ciascuna specie. L´applicazione di queste disposizioni sarà oggetto di una sorveglianza costante. Il principio di sostituire, ridurre e affinare i test condotti sugli animali è ben radicato nella proposta della Commissione. Essa è pienamente convinta della necessità di trovare metodi alternativi alla sperimentazione animale. Nei casi in cui ciò non sia possibile, il numero di animali utilizzati deve essere ridotto o i metodi di sperimentazione devono essere migliorati in modo da provocare meno danni agli animali.
Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav dice: «Ci auguriamo che questo testo possa rappresentare la base su cui costruire un profondo cambiamento nello scenario nazionale e internazionale della ricerca scientifica e nel riconoscimento del valore della vita animale e umana».
Secondo Sonja Van Tichelen, direttrice di Eurogruppo animals «Ogni giorno di ritardo nell´emanazione della normativa, comporta la sofferenza di migliaia di animali. Questa nuova proposta è attesa da anni: ogni ulteriore ritardo è semplicemente inaccettabile».
Gli animalisti invitano il Parlamento e il Consiglio Ue «a considerare una priorità la discussione della nuova direttiva sui test su animali. Se la nuova direttiva non sarà discussa in Parlamento entro le elezioni europee previste per giugno 2009, infatti, la legislazione rischia di essere significativamente ritardata».
Eurogrup for animals e Lav sollecitano l´Ue ad assumere la leadership per lo sviluppo e l´adozione di metodi alternativi all´uso di animali, rafforzando il mandato del Centro europeo metodi alternativi (Ecvam): «con il suo budget sempre più esiguo, infatti, Ecvam non è attualmente in grado di svolgere il suo ruolo e depositare alternative valide».
Michela Kuan spiega che «Il nostro obiettivo è quello di favorire una costante riduzione nel numero di animali usati in Ue a scopo sperimentale, in vista del traguardo finale rappresentato dalla sostituzione degli animali nella ricerca con metodi eticamente e scientificamente validi, rendendo il processo di autorizzazione quanto più rigoroso possibile, e promuovendo il ricorso a metodi alternativi».
Secondo il commissario europeo per l´ambiente, Stavros Dimas, «È di cruciale importanza mettere fine agli esperimenti sugli animali. La ricerca scientifica deve fare il possibile per trovare metodi alternativi e, in assenza di tali metodi, la situazione degli animali ancora impiegati per esperimenti deve essere migliorata».
La proposta della Commissione punta a rafforzare la normativa comunitaria sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali, prevede valutazioni etiche prima di autorizzare progetti in cui vengono impiegati animali e stabilisce i requisiti minimi per l´alloggio e le cure degli animali. La sua applicazione riguarda gli tutti i vertebrati vivi non umani, nonché alcune altre specie in grado di avvertire il dolore, utilizzati nella ricerca di base, nell´istruzione e nella formazione. In particolare è soggetto a restrizioni l´utilizzo di primati, con il divieto di utilizzare scimmie antropomorfe (scimpanzé, bonobo, gorilla e orangutan) nelle procedure scientifiche: «L´impiego di tali animali da parte degli Stati membri potrà essere autorizzato a titolo eccezionale solo qualora sia in gioco la sopravvivenza stessa della specie, o in caso di manifestazione imprevista di una malattia potenzialmente mortale o invalidante negli esseri umani». La revisione proposta prevede che l´avvio di progetti che richiedono l´uso di animali debba essere autorizzato da un´autorità competente. Le organizzazioni che desiderano allevare, fornire o utilizzare animali dovranno chiedere un´autorizzazione per le loro attività e per il personale che lavora con gli animali.
La Commissione europea spiega che «Al momento attuale risulta impossibile vietare completamente l´uso di animali nelle prove di innocuità o nella ricerca biomedica. La revisione proposta punta pertanto ad assicurare che essi siano utilizzati solo in assenza di alternative. Il loro impiego deve essere pienamente giustificabile e i vantaggi previsti devono essere superiori ai danni ad essi provocati. La proposta consentirà inoltre di garantire che gli animali ricevano le cure e i trattamenti adeguati e in particolare che siano alloggiati in gabbie di dimensioni sufficienti e in un ambiente adatto a ciascuna specie. L´applicazione di queste disposizioni sarà oggetto di una sorveglianza costante. Il principio di sostituire, ridurre e affinare i test condotti sugli animali è ben radicato nella proposta della Commissione. Essa è pienamente convinta della necessità di trovare metodi alternativi alla sperimentazione animale. Nei casi in cui ciò non sia possibile, il numero di animali utilizzati deve essere ridotto o i metodi di sperimentazione devono essere migliorati in modo da provocare meno danni agli animali.
Michela Kuan, responsabile vivisezione della Lav dice: «Ci auguriamo che questo testo possa rappresentare la base su cui costruire un profondo cambiamento nello scenario nazionale e internazionale della ricerca scientifica e nel riconoscimento del valore della vita animale e umana».
Secondo Sonja Van Tichelen, direttrice di Eurogruppo animals «Ogni giorno di ritardo nell´emanazione della normativa, comporta la sofferenza di migliaia di animali. Questa nuova proposta è attesa da anni: ogni ulteriore ritardo è semplicemente inaccettabile».
Gli animalisti invitano il Parlamento e il Consiglio Ue «a considerare una priorità la discussione della nuova direttiva sui test su animali. Se la nuova direttiva non sarà discussa in Parlamento entro le elezioni europee previste per giugno 2009, infatti, la legislazione rischia di essere significativamente ritardata».
Eurogrup for animals e Lav sollecitano l´Ue ad assumere la leadership per lo sviluppo e l´adozione di metodi alternativi all´uso di animali, rafforzando il mandato del Centro europeo metodi alternativi (Ecvam): «con il suo budget sempre più esiguo, infatti, Ecvam non è attualmente in grado di svolgere il suo ruolo e depositare alternative valide».
Michela Kuan spiega che «Il nostro obiettivo è quello di favorire una costante riduzione nel numero di animali usati in Ue a scopo sperimentale, in vista del traguardo finale rappresentato dalla sostituzione degli animali nella ricerca con metodi eticamente e scientificamente validi, rendendo il processo di autorizzazione quanto più rigoroso possibile, e promuovendo il ricorso a metodi alternativi».








